1922-1927
La nascita e i primi successi

Il Fidenza Calcio nasce nel 1922 dalla mente di Tito Campanini, che regala alla città la prima squadra calcistica, chiamata “U.S. Borgo San Donnino”.

La squadra si iscrive in Promozione (secondo livello nazionale), per poi retrocedere in Terza Divisione. Dopo due anni passati in questa categoria, nei quali la squadra arriva sempre prima, ma riuscendo a vincere il girone post-campionato, il Borgo San Donnino torna trionfalmente nella Serie B dell’epoca.

La società avrebbe avuto diversi problemi economici, e si sarebbe rifugiata nell’inattività calcistica per cinque anni, nonostante le varie collette messe in piedi (alcune delle quali organizzate dai tifosi).

Essendo una polisportiva avrebbe comunque continuato a promuovere attività sportive in altre discipline, con il nome di “Polisportiva Fidenza”.

1922-1927
La nascita e i primi successi

Il Fidenza Calcio nasce nel 1922 dalla mente di Tito Campanini, che regala alla città la prima squadra calcistica, chiamata “U.S. Borgo San Donnino”.

La squadra si iscrive in Promozione (secondo livello nazionale), per poi retrocedere in Terza Divisione. Dopo due anni passati in questa categoria, nei quali la squadra arriva sempre prima, ma riuscendo a vincere il girone post-campionato, il Borgo San Donnino torna trionfalmente nella Serie B dell’epoca.

La società avrebbe avuto diversi problemi economici, e si sarebbe rifugiata nell’inattività calcistica per cinque anni, nonostante le varie collette messe in piedi (alcune delle quali organizzate dai tifosi).

Essendo una polisportiva avrebbe comunque continuato a promuovere attività sportive in altre discipline, con il nome di “Polisportiva Fidenza”.

1928-1940
La rinascita

Fu Gino Zanella a far tornare attiva la squadra, rinominandola “Forti e Liberi”. Riuscì ad iscriverla alla Terza Divisione (quinto livello nazionale), vincendo subito la competizione ed approdando in Seconda Divisione.

Bastarono due anni in questa categoria per far tornare a galla l’instabilità finanziaria della società che, nonostante la prima posizione nell’ultima stagione, si vide costretta a prendere un’altra pausa dalle competizioni importanti.

1928-1940
La rinascita

Fu Gino Zanella a far tornare attiva la squadra, rinominandola “Forti e Liberi”. Riuscì ad iscriverla alla Terza Divisione (quinto livello nazionale), vincendo subito la competizione ed approdando in Seconda Divisione.

Bastarono due anni in questa categoria per far tornare a galla l’instabilità finanziaria della società che, nonostante la prima posizione nell’ultima stagione, si vide costretta a prendere un’altra pausa dalle competizioni importanti.

1941-1948
La guerra e l'epoca d'oro della Serie C

Seguirono 8 anni di partecipazione a campionati minori e di continui cambi di nome. La squadra venne fusa con la Fortitudo Fidenza creata da “Richeto” Toscani, nella S.D. Fortitudo Fidenza. Da quel nome ce ne furono altri tre nel giro di 5 anni: O.N.D. Fortitudo Fidenza, Cledca e GIL Fidenza. Con quest’ultimo riprese ufficialmente l’attività calcistica ad alti livelli, precisamente in Prima Divisione (quarto livello). Nel secondo anno la squadra riuscì a conquistare la Serie C, dove però non giocò.

L’anno dopo, in piena guerra, venne creata la Divisione Nazionale, unico girone del Nord Italia prima, e della Repubblica di Salò poi, che raccoglieva le formazioni italiane dei primi tre livelli. Il Fidenza non superò il girone, riuscendo comunque a battere 7-1 il Parma, e a non perdere in due scontri con i futuri campioni: La Spezia.

Una volta ristabilizzata la situazione, il Fidenza viene inserito nella Serie C, dove giocherà per ben tre anni, che verranno ricordati appunto come “L’epoca d’oro della Serie C”.

1941-1948
La guerra e l'epoca d'oro della Serie C

Seguirono 8 anni di partecipazione a campionati minori e di continui cambi di nome. La squadra venne fusa con la Fortitudo Fidenza creata da “Richeto” Toscani, nella S.D. Fortitudo Fidenza. Da quel nome ce ne furono altri tre nel giro di 5 anni: O.N.D. Fortitudo Fidenza, Cledca e GIL Fidenza. Con quest’ultimo riprese ufficialmente l’attività calcistica ad alti livelli, precisamente in Prima Divisione (quarto livello). Nel secondo anno la squadra riuscì a conquistare la Serie C, dove però non giocò.

L’anno dopo, in piena guerra, venne creata la Divisione Nazionale, unico girone del Nord Italia prima, e della Repubblica di Salò poi, che raccoglieva le formazioni italiane dei primi tre livelli. Il Fidenza non superò il girone, riuscendo comunque a battere 7-1 il Parma, e a non perdere in due scontri con i futuri campioni: La Spezia.

Una volta ristabilizzata la situazione, il Fidenza viene inserito nella Serie C, dove giocherà per ben tre anni, che verranno ricordati appunto come “L’epoca d’oro della Serie C”.

1949-1957
L’era della Quarta Serie

A causa di una riorganizzazione del campionato italiano i bianconeri, nonostante un settimo posto su 16 partecipanti, viene retrocessa in Promozione, dove rimarrà per ben nove anni. Nel primo anno venne ottenuto addirittura un quarto posto, confermando che la squadra, in quegli anni con presidente Venanzio Gnudi, poteva tranquillamente ambire ad un ritorno in Serie C. Negli anni questa aspirazione si ridimensionò piano piano, portando infine ad un’ultima stagione nella categoria, che nel frattempo cambiò nome in Quarta Serie, da ultimo posto, segnando la retrocessione in Seconda Categoria Interregionale (frazione inferiore del quarto livello).

1949-1957
L’era della Quarta Serie

A causa di una riorganizzazione del campionato italiano i bianconeri, nonostante un settimo posto su 16 partecipanti, viene retrocessa in Promozione, dove rimarrà per ben nove anni. Nel primo anno venne ottenuto addirittura un quarto posto, confermando che la squadra, in quegli anni con presidente Venanzio Gnudi, poteva tranquillamente ambire ad un ritorno in Serie C. Negli anni questa aspirazione si ridimensionò piano piano, portando infine ad un’ultima stagione nella categoria, che nel frattempo cambiò nome in Quarta Serie, da ultimo posto, segnando la retrocessione in Seconda Categoria Interregionale (frazione inferiore del quarto livello).

1958-1970
L’Assi Fidenza, la Fidesor e la discesa

La retrocessione era solo il preludio di una discesa che avrebbe portato ai bassifondi del calcio dilettantistico, dove sarebbe rimasta per un decennio abbondante. La squadra si sarebbe fusa prima con l’ASSI, una società che praticava calcio a livello ricreativo, passandosi a chiamare “ASSI Fidenza”, e successivamente anche con il Soragna. L‘unione con quest’ultima società fu causata da diversi problemi, uno su tutti: l’impossibilità di utilizzo del campo di Fidenza per lavori. La nuova società si chiamò dunque Fidesor. Dopo anni di presidenza di Remo Bertani, la poltrona passò dunque a Sirio Parizzi.

1958-1970
L’Assi Fidenza, la Fidesor e la discesa

La retrocessione era solo il preludio di una discesa che avrebbe portato ai bassifondi del calcio dilettantistico, dove sarebbe rimasta per un decennio abbondante. La squadra si sarebbe fusa prima con l’ASSI, una società che praticava calcio a livello ricreativo, passandosi a chiamare “ASSI Fidenza”, e successivamente anche con il Soragna. L‘unione con quest’ultima società fu causata da diversi problemi, uno su tutti: l’impossibilità di utilizzo del campo di Fidenza per lavori. La nuova società si chiamò dunque Fidesor. Dopo anni di presidenza di Remo Bertani, la poltrona passò dunque a Sirio Parizzi.

1971-1980
La Fortitudo di Calza e della Serie D

Nel 1971 il Fidesor, diventato A.S. Fidenza si fuse con la Fidentina per dare vita alla Fortitudo FIdenza, con a capo Calza. Venne rilevato il Busseto, in un situazione economica difficile, e se ne acquistò di fatto la categoria, la Promozione (quinto livello), interrompendo un decennio speso tra Prima e Seconda Categoria. Venne allestita una squadra molto forte per la categoria, e composta in gran parte da calciatori locali, alla quale bastarono 3 anni per ottenere la storica promozione in Serie D nella stagione 1974/75. Per un altro decennio la Fortitudo sarebbe rimasta in quella categoria, scrivendo pagine calcistiche indelebili per la città. Questo sarà il periodo a cui i fidentini si sarebbero affezionati di più, e ancora oggi è così.

1971-1980
La Fortitudo di Calza e della Serie D

Nel 1971 il Fidesor, diventato A.S. Fidenza si fuse con la Fidentina per dare vita alla Fortitudo FIdenza, con a capo Calza. Venne rilevato il Busseto, in un situazione economica difficile, e se ne acquistò di fatto la categoria, la Promozione (quinto livello), interrompendo un decennio speso tra Prima e Seconda Categoria. Venne allestita una squadra molto forte per la categoria, e composta in gran parte da calciatori locali, alla quale bastarono 3 anni per ottenere la storica promozione in Serie D nella stagione 1974/75. Per un altro decennio la Fortitudo sarebbe rimasta in quella categoria, scrivendo pagine calcistiche indelebili per la città. Questo sarà il periodo a cui i fidentini si sarebbero affezionati di più, e ancora oggi è così.

1981-1987
La seconda discesa

La squadra venne spostata dal girone lombardo-emiliano a quello romagnolo, molto più insidioso a causa della presenza di piazze decisamente più ambiziose. La categoria era definita “semi-dilettantistica”, e raggruppava formazioni sia di dilettanti che di professionisti. La natura di squadra dilettantistica del Fidenza dava dunque qualche vantaggio alle squadre avversarie, quasi tutte professionistiche. Il ricambio generazionale non si dimostrò all’altezza dello squadrone che aveva portato fin lì, e la categoria che si rese ancora più difficile decretarono ufficialmente le due retrocessioni fino in Prima Categoria.

1981-1987
La seconda discesa

La squadra venne spostata dal girone lombardo-emiliano a quello romagnolo, molto più insidioso a causa della presenza di piazze decisamente più ambiziose. La categoria era definita “semi-dilettantistica”, e raggruppava formazioni sia di dilettanti che di professionisti. La natura di squadra dilettantistica del Fidenza dava dunque qualche vantaggio alle squadre avversarie, quasi tutte professionistiche. Il ricambio generazionale non si dimostrò all’altezza dello squadrone che aveva portato fin lì, e la categoria che si rese ancora più difficile decretarono ufficialmente le due retrocessioni fino in Prima Categoria.

1988-1997
L'apice dell'era Parizzi e l'anno dei record

Quello che era stato il presidente degli ultimi anni, Alberto Iasoni, riuscì a far promuovere immediatamente in Promozione, innescando un lento processo che avrebbe riportato al vertice i bianconeri. Dopo quattro anni la squadra riuscirà ad entrare a far parte della nuova Eccellenza, grazie ad un sesto posto, ottenuto da Ottavio Parizzi, il nuovo presidente. In questo periodo le maglie passarono ad essere tutte nere, e di conseguenza l’appellativo nei giornali diventò “Tuttineri”.

Dopo un solo anno la squadra vinse il campionato da prima della classe, proiettandosi in Serie D, categoria che mancava da cinque anni. Ogni anno sarebbero stati strappate diverse posizioni, fino a raggiungere l’apice di seconda della classe in quella che fu ricordata come la stagione dei record. Si stabilì il record di gol segnati in una partita (11) contro un fallito Palazzolo, e soprattutto quello di tredici vittorie di fila, primato a livello nazionale (superato in futuro dall’Inter di Mancini). Nonostante ciò il campionato lo vinse l’Albinese. Ai play-off il Fidenza dominò, ma non bastò ad entrare in C2, dove venne ripescata l’Olbia Calcio.

1988-1997
L'apice dell'era Parizzi e l'anno dei record

Quello che era stato il presidente degli ultimi anni, Alberto Iasoni, riuscì a far promuovere immediatamente in Promozione, innescando un lento processo che avrebbe riportato al vertice i bianconeri. Dopo quattro anni la squadra riuscirà ad entrare a far parte della nuova Eccellenza, grazie ad un sesto posto, ottenuto da Ottavio Parizzi, il nuovo presidente. In questo periodo le maglie passarono ad essere tutte nere, e di conseguenza l’appellativo nei giornali diventò “Tuttineri”.

Dopo un solo anno la squadra vinse il campionato da prima della classe, proiettandosi in Serie D, categoria che mancava da cinque anni. Ogni anno sarebbero stati strappate diverse posizioni, fino a raggiungere l’apice di seconda della classe in quella che fu ricordata come la stagione dei record. Si stabilì il record di gol segnati in una partita (11) contro un fallito Palazzolo, e soprattutto quello di tredici vittorie di fila, primato a livello nazionale (superato in futuro dall’Inter di Mancini). Nonostante ciò il campionato lo vinse l’Albinese. Ai play-off il Fidenza dominò, ma non bastò ad entrare in C2, dove venne ripescata l’Olbia Calcio.

1998-2005
Il collasso e la genuinità del progetto Fidenza Calcio

In seguito ad un esodo dei giocatori fidentini la squadra iniziò ad avere qualche scricchiolio, perdendo sempre più valore nella categoria, fino alla definitiva retrocessione. Nello stesso momento ci fu una crisi societaria, che rischiò di far fallire il Fidenza. Parizzi uscì di scena, e solo con la volontà di tre membri storici della società, Gianfranco Censi, Franco Bellingeri e Luciano Faroldi, venne salvata la matricola del Fidenza. La squadra ripartì dalla Promozione, operando in maniera casalinga e seguendo la pura passione. Al primo anno si ottenne una salvezza insperata, e nei tre anni successivi la formazione si arricchì sempre di più fino a fare la voce grossa nella categoria.

1998-2005
Il collasso e la genuinità del progetto Fidenza Calcio

In seguito ad un esodo dei giocatori fidentini la squadra iniziò ad avere qualche scricchiolio, perdendo sempre più valore nella categoria, fino alla definitiva retrocessione. Nello stesso momento ci fu una crisi societaria, che rischiò di far fallire il Fidenza. Parizzi uscì di scena, e solo con la volontà di tre membri storici della società, Gianfranco Censi, Franco Bellingeri e Luciano Faroldi, venne salvata la matricola del Fidenza. La squadra ripartì dalla Promozione, operando in maniera casalinga e seguendo la pura passione. Al primo anno si ottenne una salvezza insperata, e nei tre anni successivi la formazione si arricchì sempre di più fino a fare la voce grossa nella categoria.

2006-2012
Il ritorno tra le grandi, la Coppa Italia e Darfo

Il Fidenza riuscirà a tornare in Eccellenza, e a vincerla immediatamente segnando uno storico ritorno nella categoria, in seguito al famoso spareggio di Brescello, contro il Formigine, che aveva concluso il campionato con gli stessi punti dei fidentini.

L’anno dopo si tornò subito in Eccellenza. 4 anni nella categoria separarono il ritorno in D, ottenuto grazie ai ripescaggi che premiarono i fidentini anche in virtù della loro storica vittoria in Coppa Italia, primo trofeo ottenuto da Claudio Chiesa, presidente subentrante. Di quegli anni in Serie D tutti si ricordano dell’incredibile salvezza ottenuta l’ultima giornata a Darfo, dopo aver chiuso il girone d’andata da fanalino di coda.

2006-2012
Il ritorno tra le grandi, la Coppa Italia e Darfo

Il Fidenza riuscirà a tornare in Eccellenza, e a vincerla immediatamente segnando uno storico ritorno nella categoria, in seguito al famoso spareggio di Brescello, contro il Formigine, che aveva concluso il campionato con gli stessi punti dei fidentini.

L’anno dopo si tornò subito in Eccellenza. 4 anni nella categoria separarono il ritorno in D, ottenuto grazie ai ripescaggi che premiarono i fidentini anche in virtù della loro storica vittoria in Coppa Italia, primo trofeo ottenuto da Claudio Chiesa, presidente subentrante. Di quegli anni in Serie D tutti si ricordano dell’incredibile salvezza ottenuta l’ultima giornata a Darfo, dopo aver chiuso il girone d’andata da fanalino di coda.

2012-2021
L'ultimo grande tracollo e il Covid

L’anno seguente alla salvezza di Darfo iniziarono ad esserci problemi economici sempre più gravi, che causarono il ridimensionamento delle prospettive. Vennero ottenute due salvezze, che sfociarono nella definitiva retrocessione. Il nuovo presidente divenne Corrado Rizzolini ma la musica non cambiò: altre due retrocessioni di fila figlie del malessere generale e di situazioni finanziarie non ottimali che si trascinavano dagli anni precedenti. In Prima Categoria, dopo un paio di stagioni di assestamento, la società si è riallineata per tentare di tornare in alto. La strada sembrava quella giusta, ma venne sbarrata per ben due volte dalla pandemia.

2012-2021
L'ultimo grande tracollo e il Covid

L’anno seguente alla salvezza di Darfo iniziarono ad esserci problemi economici sempre più gravi, che causarono il ridimensionamento delle prospettive. Vennero ottenute due salvezze, che sfociarono nella definitiva retrocessione. Il nuovo presidente divenne Corrado Rizzolini ma la musica non cambiò: altre due retrocessioni di fila figlie del malessere generale e di situazioni finanziarie non ottimali che si trascinavano dagli anni precedenti. In Prima Categoria, dopo un paio di stagioni di assestamento, la società si è riallineata per tentare di tornare in alto. La strada sembrava quella giusta, ma venne sbarrata per ben due volte dalla pandemia.

Oggi
Un nuovo inizio

Oggi la squadra è diventata una realtà centenaria, e in occasione di ciò cercherà di dare nuova energia e vita al progetto bianconero, per onorare la squadra che ha segnato la passione calcistica di questa città.

Oggi
Un nuovo inizio

Oggi la squadra è diventata una realtà centenaria, e in occasione di ciò cercherà di dare nuova energia e vita al progetto bianconero, per onorare la squadra che ha segnato la passione calcistica di questa città.